La storia
La chiesa, dedicata anticamente a San Floriano, è nominata per la prima volta in un documento nel 1267. L’edificio sorge probabilmente sulle fondamenta di un antico castelliere o un ospizio posto sull’antica strada che univa Arco con la Piana Lagarina.
Le origini di questa chiesa sono oscure da secoli, forse è da riandarsi ai tempi delle invasioni nordiche, quando i barbari s’impossessarono della città (in quest’epoca, molti degli abitanti cercarono rifugio sui monti vicini. Come in Troiana dove costruirono una piccola chiesa dedicata a San Lorenzo, allo stesso modo n’eressero una a San Silvestro sulla costa a metà del Monte Stivo).
La dedica ai santi Giacomo e Silvestro nasce dalle tre diverse apparizioni di essi nel 1551. In queste tre apparizioni i santi chiesero il ripristino delle antiche tradizioni del culto, così la chiesa venne ampliata e ristrutturata.
Nel XVIII secolo l’arciprete Luigi Pisoni decide di riassettare l’edificio rendendolo un luogo di ferie e di ritiro spirituale. Nel 1976 l’eremo subisce un ultimo restauro che ha portato alla scoperta di una porta murata che unisce la chiesa con l’abitazione.
L’edificio
L’eremo sorge a mezza costa del Monte Stivo, al margine superiore di un prato ripido.
L’edificio è coperto da un tetto a capanna e un’entrata principale. Sulla parete esterna meridionale si trova un affresco de XVII secolo raffigurante la crocifissione.
Internamente, la chiesa presenta un ampio ambiente a navata unica decorato con numerosi dipinti murati. Dall’entrata sulla parete sinistra, si può scorgere la “Madonna con Gesù in trono”.
Sull’arco santo ci sono scene con l’Annunciazione e la Madonna con Gesù in trono, San Giuseppe e San Romedio. Sulla volta dell’abside sono rappresentati i quattro Evangelisti. Il paliotto (piccola figura dietro l’altare) dell’altare maggiore raffigura un dipinto con San Filippo e San Giacomo Maggiore. Tre sono gli altari consacrati e sono dedicati ai Santi Apostoli, a San Giuseppe e a San Silvestro.
