Schivazappa – Storia del Monte Velo

La storia
Il nome “Velo” deriva dal nome VELLO dal latino vellus (manto lanoso delle pecore). Vi è un ulteriore parte chiamata “il Vello d’Arco” (ampio terrazzamento). Come edificio di rilievo storico si trova “La Capanna dell’Alpino”, che subì la devastazione della guerra e fu ricostruita dalla SAT nell’1957, prendendo il nome di “Rifugio Velo”. Alla fine della prima guerra mondiale venne costruita una nuova strada che collega il Velo con Arco e la Val di Gresta. Il bosco fu una fonte primaria per la sopravvivenza delle comunità passate, ma a causa del continuo disboscamento ai fini della pastorizia si giunse al degrado. Nel 1482 i conti Odorico e Andrea D’Arco vietarono il taglio di rami o alberi.
Dalla metà del 900 fino agli anni 80 c’è stata una grande attività turistica,ad esempio si ricordano:

  • LA CAPANNA DELL’ ALPINO
  • L’AGRITOUR FINOTTI E MAROSI
  • L’OSTERIA TORBOLI
  • IL BAR BAMBI
  • L’ALBERGO MIRAMONTI E CASTELLINO

Malga Zanga

Malga Zanga è una malga alle pendici del Monte Stivo, circondata da un ambiente particolarmente adatto al pascolo, grazie ad un’esposizione ottimale dell’adiacente terreno. L’edificio sorge su un terreno appartenuto in passato ai Conti d’Arco, venduto poi al Comune di Arco nel 1997. Dal 1924 è abitata e gestita dalla famiglia Zanga fino agli anni ’90 per poi essere abbandonata e lasciata ad un lento degrado fino all’restauro all’inizio degli anni 2000.