Progetto Monte Velo

“il progetto che vuole avvicinare la città di Arco alla sua montagna”. Questo è l’obbiettivo che si è posta l’associazione Monte Velo: ridare il giusto ruolo ad un monte da sempre punto di riferimento per la comunità arcense. A questo progetto sono stati invitati a collaborare gli scout CNGEI di Arco, i quali hanno aderito con entusiasmo ad un iniziativa così interessante dal punto di vista educativo e culturale.

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Tecnicamp 2011

Le Mainarde (FR) – 26-30 agosto 2011

Quello di quest’anno è stato il miglior Tecnicamp a cui abbia mai partecipato. Si è svolto nella base de Le Mainarde, poco lontano da Cassino, in provincia di Frosinone. Il posto è stupendo, a circa mille metri di quota e fra le montagne degli Appennini, completamente immersi nella natura. Il panorama che si godeva da lassù era bellissimo, soprattutto all’alba, quando il cielo cominciava lentamente a tingersi di rosso e arancione, e poi baluginare d’un tratto di quell’acceso giallo del sole.

Il corso che ho frequentato è stato “L’arte di perdersi e di sapersi ritrovare”; sostanzialmente, il corso di topografia.

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SCOUTISMO AL FEMMINILE: DUE RAGAZZE SCOUT DI ARCO AL WORLD-JAMBOREE IN SVEZIA

Per il mondo dello scoutismo il Jamboree è il massimo, un po’ come le Olimpiadi per chi fa sport: ogni quattro anni gli scout di tutto il mondo si incontrano e per due settimane dormono sotto le stesse tende, giocano insieme, si parlano in mille lingue diverse e creano un “campo scout” che non ha eguali. Questo è il Jamboree. Quest’anno al XXII World-Jamboree (in Svezia dal 27 luglio all’8 agosto) c’è anche una rappresentanza di Arco: Jessica Polli e Moana Presutto. Per Arco una pattuglia tutta al femminile proprio nell’anno in cui si festeggia il centenario della nascita dello scoutismo femminile (lo scoutismo maschile ha compiuto cent’anni quattro anni fa).

Come “ambasciatrici” dello scoutismo e della città di Arco, le due ragazze hanno incontrato il Sindaco e ricevuto da lui uno speciale mandato: un libro su Arco ed un invito a farci visita, da consegnare personalmente al Capo Campo del Jamboree. Per far partecipare le ragazze a questo evento si sono impegnati tutti i soci degli scout CNGEI di Arco, giovani ed adulti, che si sono prodigati in iniziative di autofinanziamento e di promozione sul territorio della nostra città. Nel frattempo Jessica e Moana hanno superato la selezione fatta a livello nazionale e hanno seguito tutto il percorso di preparazione, per trarre il massimo da questa esperienza. Il Jamboree è infatti un’occasione ineguagliabile per conoscere culture altrimenti lontane e stringere nuove amicizie. Come nel caso di un gruppo di scout Ugandesi che stanno attraversando l’Europa per recarsi in Svezia: poche settimane fa erano Rovereto ed è stata l’occasione per far festa insieme “ai fratelli e alle sorelle scout” di Arco e di tutto il Trentino.

Jamboree

Ciao! Sono Jessica Polli, un’esploratrice che deve iniziare il terzo anno di reparto e che ha avuto la possibilità di partecipare al Jamboree. Cercherò di raccontare questa mia avventura in poche righe pur sapendo che sarà impossibile; ognuno la vive a modo suo e nessuno riuscirà a capire quel che ho provato attraverso cinque semplicissime e banalissime righe. Giusto per farvi un esempio la cosa che più mi ha fatto impazzire del Jamboree non sono state tanto le attività ma tutto quello che si può collegare al significato di questa parola e quindi “marmellata di persone”, infatti i momenti che mai dimenticherò di questo mio cammino svedese sono due in particolare:

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Campo estivo Esploratori

Quest’anno abbiamo fatto un campo estivo di sezione; c’erano i lupetti, noi esplo e i rover in servizio che hanno aiutato i nostri capi. Il 7 agosto ci siamo trovati tutti in sede e da lì siamo partiti per andare in Val di Concei, ci avrebbe aspettato una settimana da passare insieme. I capi pattuglia erano già su dal giorno prima e avevano iniziato a costruire i tavoli dove avremmo eretto sopra le tende. Era la prima volta che facevamo una sopraelevata, ci abbiamo messo un po’ di tempo, ma n’è valsa la pena.

Il cibo lo cucinavamo noi sul fuoco, il pollo che abbiamo preparato era veramente buono e, per quanto riguarda il riso, era uno dei migliori che il nostro capo reparto avesse mai mangiato. L’hike è stato un po’ lungo, ma ci siamo divertiti lo stesso, soprattutto alla Baita di Pichea dove abbiamo pranzato con una gustosa “frittata”. Questo campo estivo non aveva un tema specifico, ogni giorno eravamo in un epoca diversa e dovevamo inventare un nome e un grido di pattuglia. Siamo partiti dalla preistoria, incontrando poi gli egizi, i greci, i romani, il medioevo, il risorgimento, l’illuminismo fino ad arrivare all’epoca contemporanea. Ogni sera si faceva il passaggio da un epoca all’altra, passavamo attraverso un telo e un capo ci faceva uno stampo sulla maglia che rappresentava un oggetto dell’epoca appena passata.

Come tutti i campi scout è stato molto divertente, ora aspettiamo il prossimo campo invernale.

Martina

Campeggio invernale esploratori

27-29 Dicembre 2009

Il nostro Campeggio Invernale di Sezione si è svolto a Malga Zugna, una bellissima località sul monte Zugna, presso Rovereto, in Trentino, dal 27 al 29 dicembre.

Personalmente, questo campeggio è stato molto bello, uno dei migliori, anche perché eravamo molti di più dell’anno scorso, grazie alle sette nuove entrate dai Lupetti e da altri due ragazzi che si sono uniti a noi. Per la prima volta da molto tempo nel nostro Reparto Robin Hood eravamo diciassette fra ragazzi e ragazze, suddivisi nelle mitiche Pattuglie Lupi, Aquile, Koala e Tigri.

Al contrario di quel che speravamo, lo Zugna era tutt’altro che coperto di neve, come ogni altro anno, anzi: le piogge dei giorni addietro avevano sciolto praticamente tutto, lasciando qualche sporadica macchia di neve e ghiaccio, ma riuscimmo lo stesso ad andare su e giù con bob, slitte e gommoni, anzi con la neve ghiacciata era anche meglio perché potevi filare giù come massi da una montagna.

Svariate le attività durante questi tre giorni: oltre alle uscite mattutine e pomeridiane, ci siamo dedicati a giochi all’interno con i Lupetti (una fantastica battaglia navale a quattro squadre che è stata molto divertente, anche grazie a particolari “striscioni”, come allo stadio!), alle Specialità, alla Progressione Verticale, cercando di conquistare ognuno la sua prossima Tappa ola Promessa, e a  momenti di riflessione. Uno in particolare è stato interessante e istruttivo: il cosiddetto gioco della fiducia. Un grande cartellone, sul quale erano scritti i nomi di tutti noi e dello Staff. A lume di pila –candele purtroppo non ce n’erano- ognuno tirava una riga con un pennarello che andava dal suo nome a quello del compagno di cui si fidava di più. Quindi quel ragazzo e membro di Staff si alzava, e tracciava la sua riga, e così via, fino a completare tutte le combinazioni possibili. Certamente questa è stata un’attività molto utile per noi stessi, perché da ciò abbiamo anche potuto capire – a volte, purtroppo, anche con dispiacere – la considerazione dei compagni verso noi stessi.

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