Progetto Monte Velo

Scout CNGEI, riavvicinare la città alla sua montagna

Il progetto dell’associazione Monte Velo in collaborazione con gli scout CNGEI

“il progetto che vuole avvicinare la città di Arco alla sua montagna”. Questo è l’obbiettivo che si è posta l’associazione Monte Velo: ridare il giusto ruolo ad un monte da sempre punto di riferimento per la comunità arcense. A questo progetto sono stati invitati a collaborare gli scout CNGEI di Arco, i quali hanno aderito con entusiasmo ad un iniziativa così interessante dal punto di vista educativo e culturale.

Insieme ad Ivo Torboli, promotore del progetto, è stato elaborato un percorso con alcune tappe lungo tutta la pendice del Monte Velo. Il 15 maggio 2011 alle 8 del mattino gli scout del CNGEI, insieme ad Ivo Torboli, si sono dati appuntamento in località Gambor davanti alla Chiesa di San Floriano, prima tappa del percorso. La chiesa in stile romanico gotico eretta nel 863 Dc fu il centro religioso del piccolo paese di Bolognano fino al 1800, quando venne considerata troppo piccola per contenere i fedeli.

Pochi passi sopra la chiesa, i ragazzi si sono imbattuti nella seconda tappa del percorso, ovvero il capitello de “le quatro face”, piccola costruzione risalente al diciottesimo secolo in cui sono rappresentati in quattro affreschi in altrettante nicchie raffiguranti l’annunciazione, la natività, la crocefissione e la resurrezione. Dal capitello è possibile vedere, sopra il campo sportivo, un rilievo di terra che nella sua base nasconde Semonte, antico paese che sorgeva alle pendici del Monte Stivo, prima che una frana lo seppellisse nel 1400.

Al posto dell’ormai scomparso paesino, sorge un olivaia. Addentrandoci dentro il fitto bosco si giunge alla terza tappa, forse la più singolare e curiosa: il castagneto. Gli alberi risalgono ad una piantagione del ’500, allora proprietà del comune di Arco e ciò imponeva il versamento di una tassa al comune per lo sfruttamento di queste.

Lungo il sentiero che si arrampica per la montagna, si fa quindi intravedere timidamente il capitello di Ir nell’omonima valletta. Purtroppo il tempo e l’incuria hanno segnato profonde cicatrici su questa costruzione, ma si possono scorgere ancora due affreschi: uno raffigurante “la Madonna con Bambino e Santi”, l’altro mostra la raffigurazione di un Papa non riconoscibile per il cattivo stato di conservazione. Oltre che per una funzione religiosa, questi capitelli venivano utilizzati come punti di riferimento sui sentieri, un po’ come i nostri moderni cartelli stradali. Questo in particolare, segnala la vicinanza di un Eremo molto importante, che domina la Busa dall’alto: quello di San Giacomo, favolosa costruzione di oscure origini, probabilmente eretta durante le invasioni barbariche. Le prime notizie si hanno nel 1267, poi, con le apparizioni dei Santi Giacomo e Silvestro nel 1551, la chiesa venne dedicata loro. Al suo interno troviamo affreschi di rara bellezza.

Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge Malga Zanga, vecchia proprietà dei Conti d’Arco e da poco recuperato e ristrutturato.

Il nostro obbiettivo è raggiungere il Castellino nella zona di Castil, una piccola fortezza medievale, ora ridotta a poco più di un rudere, a causa di vicissitudini storiche e del grave stato di abbandono in cui oggi versa.

Ancora un piccolo sforzo per raggiungere l’antica e minuta chiesa di San Francesco, luogo di culto e celebrazione per la comunità del Velo.

Questa giornata ha lasciato entusiasti tutti i partecipanti, che ora più che mai credono nell’importanza di questo progetto. Per questo l’Associazione Monte Velo e gli scout CNGEI di Arco, chiedono ad associazioni e semplici cittadini interessati, di partecipare con idee ed energie al nostro progetto, per valorizzare e restituire al vecchio splendore questo sentiero e le sue parti storiche.